
Gianmario Mazzoli agli inizi della sua attività agonistica: siamo alla "Malegno-Borno" nel 1982
Dispiace però quando invece accade di dover dedicare uno spazio ad un pilota in seguito alla sua dipartita.
Questa volta vogliamo ricordare Gianmario Mazzoli, mancato improvvisamente a soli 50 anni il 3 giugno 2016 a Erbanno, dove abitava da tempo. Gianmario era nativo di Astrio, gli amici ma anche gli appassionati di automobilismo sportivo lo conoscevano come "Bacetto" anche se negli elenchi degli iscritti di ogni competizione figurava sempre con il suo vero nome.
Proprio nelle gare di casa faceva il suo debutto agonistico: parliamo dell'ormai lontano 1982. Una carriera corsaiola lunga quasi trent'anni, una lunga avventura non solo da pilota appassionato qual era, ma costellata anche da numerosi successi. Gia nella Malegno-Borno di quella magica estate, davanti a un pubblico stimato intorno alle centomila persone, giungeva secondo di classe N/1150 con una A112, dietro a quell'altro "manico" che era il popolare "Silva" Domenighini, dimostrando di avere talento da vendere. Sempre con la A112 vincerà la medesima Classe già l'anno successivo.
Il suo interesse si sposta pian piano verso i Rally, specialità in cui spesso lo si vede primeggiare in coppia con l'altro camuno "Giacumì" Morandini con cui formerà un indissolubile sodalizio di amicizia e sport; una "premiata ditta" che ancora fino a pochi mesi prima della scomparsa di Mazzoli era in grado di ottenere risultati di grande rilievo. Un solo rimpianto per lui, quello per non esser mai riuscito a vincere il Rally Valcamonica, pur giungendo spesso a podio.
Nonostante la sempre più frequente militanza nei rallies, Gianmario non disdegnava di partecipare ancora a qualche gara in salita. A Malegno lo si è rivisto spesso e volentieri, sempre conseguendo brillanti piazzamenti (2° in Classe N/1600 su Toyota Corolla nel 1986 o meglio ancora, 1° in Classe A/+2500 con la Lancia Delta integrale nel 1989), fino ai grandi successi nei Rallies sempre in coppia con Morandini, con diverse vittorie assolute al "Ronde Camuna" o al "Rosa Camuna".

La partenza della Lancia Delta con la quale Mazzoli vincerà la Classe A/+2500 nel Trofeo Vallecamonica 1989.
Ci
piace chiudere citando le belle parole del giornalista
Francesco Spampinato (scomparso nel 2018) che, sulle
colonne del "Bresciaoggi" (4 giugno 2011), scriveva
di lui: "GIANMARIO non ha mai vinto un Campionato
italiano, ma del resto non aveva mai tentato avventure
lontano da Brescia, in province remote. Lui era un
dilettante della più bell'acqua e tale voleva rimanere:
uno sportivo puro, eppure pilota apprezzato e
agonisticamente temuto da tutti.
Quando vinceva (ed è accaduto tante e tante volte,
perchè aveva talento e coraggio) il suo successo era
meno amaro per gli sconfitti, perchè tutti gli volevano
bene. Memorabili erano le sue salite alla
«Malegno-Ossimo-Borno» e soprattutto le discese della
«Astrio»: lì, per lui, pendenza a precipizio, strada
stretta, curve e tornanti non esistevano. «Leggeva» il
percorso come fosse una pista da Formula Uno e giù a
rotta di collo. Per questo era l'idolo dei suoi
conterranei camuni."
Dopo
la scomparsa, a lui verranno intitolate alcune
edizioni del "Camunia Rally" che viene quindi
conosciuto anche come "Memorial Gianmario Mazzoli".

Una foto d'archivio dal quotidiano "Bresciaoggi": Gianmario Mazzoli (a destra) insieme al fedele navigatore Giacomo Morandini